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Zwei Jahrzehnte des Wandels

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Giuseppe Falbo im Jahr 2014.
ARCHIV
Luigi
Menghini

Das Zusammenleben der Sprachen und Kulturen in Graubünden: Das ist das Thema der Kolumne «Convivenza», die wöchentlich in der «Südostschweiz» und der romanischen Tageszeitung «La Quotidiana» publiziert wird.

Jede Generation hat ihre Ideale und ihre Vorbilder, Persönlichkeiten, die unauslöschliche Spuren hinterlassen. Sie bleiben in Erinnerung für das, was sie erreicht haben, dafür, wie sie es erreicht haben und wie sie den Geist ihrer Zeit geprägt haben. Häufig wird ihnen auch eine offizielle Anerkennung zuteil. Dass dies einer Persönlichkeit schon im Alter von 50 Jahren geschieht, ist jedoch äusserst selten.

Über die Vergabe des Bündner Kulturpreises an Sacha Zala war in der Presse viel zu lesen. Für jemanden, dem es vergönnt war, Zala bei verschiedenen Projekten zu begleiten, ist diese Auszeichnung mehr als verdient: Zala ist ein unermüdlicher Arbeiter, der im Rahmen seiner Tätigkeit für die Pro Grigioni Italiano (PGI) Stunden und Tage darauf verwendet hat, Sitzungen vorzubereiten und  Strategien zu entwickeln, stets mit dem Ziel, Lösungen zu finden, die von möglichst vielen mitgetragen werden.

Sicherlich wäre eine Abfassung über die Revolution, welche die PGI durchlebt hat, historisch verfrüht, aber es wird viel zu schreiben geben über die vergangenen 20 Jahre, angefangen mit der Wahl von Sacha Zala in den leitenden Ausschuss (1999) bis hin zum Rücktritt des Generalsekretärs Giuseppe Falbo (2019), und nicht zu vergessen die Vorbereitungsarbeiten der für die Umstrukturierung zuständigen Kommission. Der Wandel erfolgte schrittweise, er war gut durchdacht und in mehrfacher Hinsicht unumkehrbar. Die Schaffung der Regionalzentren, das Sprachengesetz, die Leistungsvereinbarungen mit dem Kanton und die Professionalisierung sind nur einige der Baustellen, die sich in jenen Jahren auftaten.

Die PGI hat sich von einem Verein, dessen Auftrag es war, Subventionen nach dem Giesskannenprinzip zu verteilen, zu einem Akteur entwickelt, der in allen Fragen betreffend die italienische Sprache im Dialog mit dem Kanton steht. Dies hat zu einem radikalen Umbruch geführt. Sacha Zala und seinen Mitarbeitenden ist es gelungen, den Verein durch die nicht immer ruhigen Gewässer der vergangenen Jahre zu steuern.

Von diesen Mitarbeitenden ist besonders Giuseppe Falbo hervorzuheben. In den zwölf Jahren als Generalsekretär hat er sich auf vielen Ebenen engagiert und konkrete Erfolge erzielt, nicht zuletzt mit der erfolgreichen Kampagne gegen die Initiative «Nur eine Fremdsprache in der Primarschule» und dem kürzlich vom Zentrum für Demokratie Aarau (ZDA) im Auftrag des Bundes erstellten Evaluationsbericht zu den Massnahmen zur Förderung der nationalen Minderheitssprachen.

Den neuen Verantwortlichen der PGI wünsche ich bei der Wahrnehmung ihrer strategischen und operativen Aufgaben, dass sie den nicht immer einfachen Dialog mit dem Kanton – Grosser Rat, Regierung und Verwaltung – ebenso kraftvoll fortführen wie ihre Vorgänger, auf dass die Anerkennung unserer Sprache in Graubünden nie wieder in Vergessenheit gerät.

Luigi Menghini hat nach dem Erwerb des Bündner Lehrerpatents sein Studium fortgesetzt und an der Universität Lausanne in Sprachen promoviert. Seit 2005 lehrt er an der Pädagogischen Hochschule Chur Italienisch.

 

Una muta durata un ventennio

Ogni generazione fa i conti con i propri modelli, con i propri personaggi di riferimento, con le personalità che lasciano un’impronta indelebile al loro passaggio per quanto hanno raggiunto, per le modalità con le quali sono arrivate a tali obbiettivi, per il loro saper interpretare lo spirito del tempo. Spesso, ma non sempre, queste personalità riscuotono anche un riconoscimento ufficiale. Raggiungere l’encomio a cinquant’anni è, per contro, cosa assai rara.

Si è potuto leggere parecchio sulla stampa in merito al Premio grigione per la cultura assegnato a Sacha Zala. Per qualcuno che ha avuto la ventura e la fortuna di affiancarlo in diversi progetti, il premio è assolutamente centrato, meritato, plausibile. Zala è infatti un instancabile lavoratore, che ha investito – circoscrivendo il suo operato a quanto svolto nella Pgi – ore e giornate nel preparare riunioni e nello sviluppare strategie, affinché si potessero trovare soluzioni ampiamente condivise.

È senz’altro storicamente presto per stilare un resoconto della grande rivoluzione vissuta dalla Pgi, ma sul ventennio che si conclude, partendo dall’elezione di Sacha Zala nel Consiglio direttivo (1999) fino alle dimissioni del segretario generale Giuseppe Falbo (2019), con un importante preambolo nei lavori preparatori della Commissione di ristrutturazione, ci sarà sicuramente da scrivere parecchio. Questa radicale trasformazione è stata graduale, ponderata e sotto diversi aspetti irreversibile: la creazione dei Centri regionali, la legge sulle lingue, gli accordi di prestazione con il Cantone, la professionalizzazione ecc. sono alcuni tra i cantieri apertisi in questo periodo.

Il grande passaggio che ha trasformato la Pgi da associazione incaricata della distribuzione di sussidi «ad annaffiatoio» in attore di dialogo con il Cantone in merito a tutte le questioni relative alla lingua italiana ha provocato un ribaltamento radicale. Sacha Zala e man mano i suoi collaboratori hanno traghettato l’associazione nelle acque non sempre placide di questi ultimi anni.

Tra questi collaboratori bisogna certo annoverare in prima linea Giuseppe Falbo, che per 12 anni ha occupato la carica di segretario generale e il cui impegno a diversi livelli ha ottenuto svariati riconoscimenti concreti, non da ultimo nella vittoriosa campagna contro l’iniziativa «Per una sola lingua straniera nella scuola elementare» e nel recente rapporto di valutazione sulle misure di promozione delle lingue nazionali minoritarie steso dallo «Zentrum für Demokratie Aarau» (ZDA) su incarico della Confederazione.

L’augurio che rivolgo ai nuovi responsabili strategici ed operativi della Pgi è quello di perseguire con altrettanto nervo quel dialogo, non sempre facile, con il Cantone – Gran Consiglio, Governo ed Amministrazione – affinché il riconoscimento della nostra lingua nei Grigioni non venga (mai) piú relegato nel dimenticatoio.

Luigi Menghini, dopo la patente magistrale grigione, si è laureato in Lettere a Losanna. Ha insegnato per quattro anni nella scuola secondaria; dal 2005 è docente di lingua italiana presso l’Alta Scuola Pedagogica di Coira.

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